Fondi, Assistiti e Strutture sanitarie in dialogo: il modello di I.W.S.

In vista del Global Welfare Summit 2026, in programma il 14 ottobre a Roma, presso Villa Miani, diamo voce alle esperienze che stanno contribuendo a costruire modelli di welfare più integrati, sostenibili e orientati ai bisogni reali delle persone.
In questa intervista, Dott. Stefano Cuzzilla – Amministratore Delegato di I.W.S. S.p.A. – racconta il contributo di I.W.S. nel mettere in relazione i Fondi gestiti, i loro Assistiti e le Strutture sanitarie del network, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle cure più semplice e capillare, mantenendo alta l’attenzione sulla qualità delle prestazioni e sulla sostenibilità del sistema.

 


 

Il concetto di Global Welfare richiede integrazione e capacità di rispondere a bisogni sempre più articolati e in continua evoluzione.

In questo scenario, diventa fondamentale promuovere un approccio capace di mettere in relazione strumenti, competenze e attori diversi, favorendo soluzioni coordinate, sostenibili e orientate al benessere delle persone e delle organizzazioni.

In che modo la vostra organizzazione contribuisce concretamente a sviluppare questo approccio?

In IWS il nostro contributo parte da un’attività molto concreta: mettere in relazione i Fondi che gestiamo, i loro Assistiti e le Strutture sanitarie che fanno parte del nostro network. Lavoriamo ogni giorno per rendere l’accesso alle cure semplice e capillare, mantenendo grande attenzione alla qualità delle prestazioni e alla sostenibilità del sistema. Credo che il Global Welfare si costruisca anche così: facendo dialogare soggetti con esigenze diverse e riuscendo a trasformare questo dialogo in servizi realmente utili e accessibili per le persone.

Quale ruolo possono svolgere la tecnologia e l’innovazione nello sviluppo di soluzioni di welfare sempre più personalizzate?

Tecnologia e innovazione possono fare molto, soprattutto quando aiutano a rendere più semplice l’esperienza delle persone. Nel nostro settore possono facilitare l’accesso alle prestazioni, migliorare il dialogo tra Assistiti, Fondi e Strutture sanitarie e aiutarci a comprenderne i bisogni, che sono sempre più diversificati. Ma la tecnologia, da sola, non basta: il suo valore sta nella capacità di tradursi in servizi più semplici, efficaci e vicini alle reali esigenze degli Assistiti. È questa, a mio avviso, la direzione verso cui deve andare l’innovazione nel welfare.