In vista del Global Welfare Summit 2026, in programma il 14 ottobre a Roma, diamo voce alle realtà che stanno ripensando il welfare come leva strategica per accompagnare persone e organizzazioni nelle trasformazioni del lavoro.
In questa intervista, Cecilia Exacoustos – Head of Human Capital Solutions – racconta come l’azienda supporti le imprese nello sviluppo di strategie integrate capaci di connettere salute, flexible benefits, wellbeing, previdenza, sviluppo delle competenze e performance aziendale, anche grazie al contributo di analytics, AI e piattaforme digitali.
Il concetto di Global Welfare richiede integrazione e capacità di rispondere a bisogni sempre più articolati e in continua evoluzione.
In questo scenario, diventa fondamentale promuovere un approccio capace di mettere in relazione strumenti, competenze e attori diversi, favorendo soluzioni coordinate, sostenibili e orientate al benessere delle persone e delle organizzazioni.
1) In che modo la vostra organizzazione contribuisce concretamente a sviluppare questo approccio?
Oggi parlare di welfare significa andare ben oltre il concetto tradizionale di benefit aziendale. Per noi di Aon, il welfare è un ecosistema integrato che comprende salute fisica e mentale, protezione, flexible benefits, benessere finanziario, previdenza, work-life balance e, sempre più, sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le trasformazioni del lavoro.
Le organizzazioni stanno vivendo contemporaneamente almeno tre grandi cambiamenti: l’accelerazione dell’Intelligenza Artificiale, l’allungamento della vita lavorativa e la crescente richiesta da parte delle persone di un’esperienza professionale personalizzata e significativa. In questo contesto, non è più sufficiente offrire singole iniziative di welfare: occorre costruire strategie capaci di connettere salute, persone, competenze e performance aziendale.
In Aon supportiamo le aziende proprio in questa evoluzione, adottando un approccio integrato che combina brokeraggio, servizi e tecnologia. Lavoriamo per comprendere i reali bisogni della popolazione aziendale e tradurli in programmi coordinati che mettano insieme coperture sanitarie, flexible benefits, wellbeing, previdenza, percorsi di sviluppo professionale e iniziative di comunicazione e formazione.
La nostra Human Capital Trends Survey 2026 evidenzia come il capitale umano sia diventato il principale fattore di successo delle organizzazioni. L’88% dei leader intervistati ritiene che l’AI richiederà nuove competenze alla forza lavoro, mentre solo il 18% dichiara che la maggior parte dei dipendenti ha partecipato nell’ultimo anno a programmi strutturati di reskilling o upskilling.
Questo dato ci dice che investire nel welfare significa anche investire nella capacità delle persone di restare occupabili, produttive e coinvolte nel lungo periodo. In un mondo caratterizzato da una crescente longevità, il benessere non riguarda più soltanto la salute immediata, ma la possibilità di costruire carriere sostenibili lungo archi temporali sempre più estesi, accompagnando le persone nelle diverse fasi della vita e del lavoro.
2) Quale ruolo possono svolgere la tecnologia e l’innovazione nello sviluppo di soluzioni di welfare sempre più personalizzate?
La tecnologia rappresenta oggi uno dei principali abilitatori di un welfare realmente personalizzato. Le persone hanno bisogni differenti in base all’età, al contesto familiare, alla situazione economica, alle condizioni di salute e al momento professionale che stanno vivendo. Per questo motivo il modello “one size fits all” non è più sostenibile.
Attraverso l’utilizzo di analytics avanzati, intelligenza artificiale e piattaforme digitali è possibile comprendere in modo molto più accurato le esigenze della popolazione aziendale e offrire esperienze personalizzate che aumentano il valore percepito degli investimenti effettuati dalle aziende.
L’innovazione non serve soltanto a semplificare l’accesso ai servizi, ma soprattutto a generare insight che consentono alle organizzazioni di prendere decisioni migliori. Dall’analisi dell’utilizzo dei benefit ai dati sulla salute, dal monitoraggio delle competenze critiche ai livelli di engagement, la tecnologia permette di costruire programmi più efficaci, misurabili e sostenibili nel tempo.
In Aon abbiamo sviluppato strumenti proprietari che consentono alle aziende di passare da una logica reattiva a una logica predittiva. Penso, ad esempio, ai nostri Health Analyzer e Claims Analyzer, che permettono di analizzare in profondità i dati sanitari e di utilizzo delle coperture, identificando trend emergenti, fattori di rischio e opportunità di prevenzione. Grazie a queste soluzioni è possibile comprendere meglio i bisogni della popolazione aziendale e progettare interventi mirati, migliorando contemporaneamente l’esperienza delle persone e la sostenibilità economica dei programmi di welfare.
L’integrazione tra analytics, AI e dati sanitari consente inoltre di sviluppare modelli predittivi capaci di anticipare bisogni futuri, supportare iniziative di prevenzione, individuare aree di fragilità e orientare gli investimenti verso le azioni a maggior impatto. In altre parole, il welfare del futuro sarà sempre meno basato su logiche standardizzate e sempre più costruito intorno ai bisogni reali delle persone.
Anche i dati della Human Capital Trends Survey 2026 confermano questa direzione: il 64% delle organizzazioni sta già personalizzando i benefit o prevede di farlo nei prossimi anni, mentre l’88% dei leader ritiene che l’AI richiederà nuove competenze alla forza lavoro. Questo evidenzia come la personalizzazione debba riguardare non solo salute e benefit, ma anche lo sviluppo continuo delle competenze necessarie per restare competitivi in un mercato del lavoro in rapida trasformazione.
L’Intelligenza Artificiale avrà quindi un ruolo centrale non solo nell’automazione dei processi, ma soprattutto nella capacità di costruire percorsi personalizzati di salute, wellbeing, formazione e crescita professionale. In un contesto caratterizzato da una maggiore longevità e da carriere sempre più lunghe e articolate, il welfare dovrà accompagnare le persone lungo tutto il loro ciclo di vita professionale.
Per questo motivo crediamo che il futuro del welfare sia sempre più data-driven, predittivo e human-centric: un modello in cui salute, flexible benefits, benessere finanziario, sviluppo delle competenze e supporto alla longevità lavorativa convergano in un’unica strategia, supportata dalla tecnologia ma guidata dalla comprensione profonda delle persone e dei loro bisogni.