Il Global Welfare Summit rappresenta un’importante appuntamento per discutere e promuovere il concetto di welfare globale, un tema sempre più centrale nell’attuale contesto sociale ed economico. In attesa dell’evento che si terrà a Roma il 23 ottobre, abbiamo incontrato Gianluca Marchetti, Presidente della Fondazione Marchetti ETS, il quale ha condiviso con noi la sua visione e i progetti chiave dell’azienda in questo ambito.
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Perché, secondo lei, è importante diffondere il concetto di Global Welfare?
In un contesto sociale ed economico in forte evoluzione, la Fondazione Marchetti ETS pone tra i suoi valori quello di mettere al centro dell’azione non tanto il “contesto” (lo sviluppo economico) quanto il “soggetto”, ossia le persone e le imprese, che sono il vero attore protagonista della crescita. Il welfare è oggi sicuramente una delle principali verticali su cui imprese e lavoratori convergono per migliorare il benessere collettivo della società.
Solamente una visione integrata ed olistica del sistema di welfare può fungere da volano al sistema economico e sociale del Paese; inoltre il welfare è uno spazio dove la relazione tra pubblico e privato può generare produttività ed utilità sociale determinando una combinazione win win tra i due sistemi economici.
2. Quali sono i progetti che la sua azienda sta intraprendendo nel perimetro del Global Welfare?
La Fondazione Marchetti ETS fin da subito ha visto nel welfare uno dei suoi principali ambiti di interesse e attivazione. La Fondazione nasce con l’obiettivo di valorizzare la formazione e la ricerca universitaria in una chiave di sinergia e integrazione tra diversi Atenei, Scuole e Enti di ricerca. Il target principale della Fondazione è quella di offrire servizi alle imprese e di intervenire sul mismatch oggi esistente in Italia tra formazione e lavoro.
Proprio in occasione del Global Welfare Summit presenteremo il primo corso per Welfare Manager. In un contesto anche aziendale frammentato, le tematiche spesso affrontare da uffici diversi e senza una visione univoca, essere welfare manager significa conoscere non solo il valore economico del welfare ma anche il suo valore organizzativo e sociale.
3. Quali, secondo lei, potranno essere i trend futuri sul tema del Global Welfare?
La vera sfida è creare un ecosistema di strumenti di welfare che migliorino effettivamente il lavoro aziendale e impattino positivamente sulla sostenibilità sociale
Gli uffici HR che oggi gestiscono alcuni aspetti del welfare aziendale si interfacciano con altri responsabili nell’ottica del diversity, del mobility, del sustainability management… ma il tema del welfare è olistico, permea tutti i bisogni e i rischi dei lavoratori generando effetti sulla sostenibilità sociale, sulla «troppo trascurata S» delle politiche ESG.
Il futuro, penso prossimo, del concetto di Global welfare sarà quello di collegare agli elementi più strettamente aziendali quelli del territorio e della sostenibilità nelle sue diverse declinazioni (ambientale, generazionale, sociale).
La Fondazione Marchetti ETS si posiziona quindi all’avanguardia nel promuovere un approccio integrato al welfare, combinando innovazione, sostenibilità e benessere collettivo. Il Global Welfare Summit a Roma il 23 ottobre sarà l’occasione ideale per approfondire queste tematiche cruciali per il futuro delle imprese e della società.
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