ON Health Care Group: salute, prevenzione e supporto umano per un welfare più accessibile

In vista del Global Welfare Summit 2026, in programma il 14 ottobre a Roma, presso Villa Miani, diamo voce alle esperienze che stanno contribuendo a costruire modelli di welfare più integrati, accessibili e capaci di rispondere a bisogni sempre più articolati.

In questa intervista, Filippo Ceppellini – CEO ON Health Care Group – racconta il contributo di ONHC nel creare connessioni operative tra salute, prevenzione, assistenza e sostegno alla non autosufficienza. Un approccio che mette in relazione fondi sanitari, assicurazioni, imprese, parti sociali e strutture sanitarie, integrando competenze assicurative, gestione dei servizi, soluzioni digitali e supporto umano.

 


 

Il concetto di Global Welfare richiede integrazione e capacità di rispondere a bisogni sempre più articolati e in continua evoluzione.

In questo scenario, diventa fondamentale promuovere un approccio capace di mettere in relazione strumenti, competenze e attori diversi, favorendo soluzioni coordinate, sostenibili e orientate al benessere delle persone e delle organizzazioni.

 

In che modo la vostra organizzazione contribuisce concretamente a sviluppare questo approccio?

Il concetto di Global Welfare funziona quando una persona riesce a trovare una risposta al proprio bisogno, anche se quel bisogno attraversa ambiti diversi. Pensiamo alla salute, alla prevenzione, al sostegno di un familiare non autosufficiente: sono aspetti che nella vita quotidiana si intrecciano, mentre spesso i servizi restano separati.

Il contributo di ONHC è creare connessioni operative tra questi mondi. Lavoriamo con fondi sanitari, assicurazioni, imprese, parti sociali e strutture sanitarie, mettendo insieme competenze assicurative, gestione dei servizi e soluzioni digitali. Il nostro compito non si esaurisce nel costruire una copertura: dobbiamo fare in modo che le persone sappiano cosa hanno a disposizione, possano accedervi con facilità e ricevano supporto quando la situazione diventa più complessa.

Per questo considero la capacità di coordinamento un elemento decisivo del welfare. Una soluzione è davvero efficace se tiene insieme qualità del servizio, sostenibilità nel tempo ed esperienza delle persone che la utilizzano.

 

Quale ruolo possono svolgere la tecnologia e l’innovazione nello sviluppo di soluzioni di welfare sempre più personalizzate?

La tecnologia può aiutarci a superare un paradosso: oggi esistono molte opportunità di welfare, ma chi potrebbe beneficiarne spesso fatica a orientarsi o ad accedervi nel momento giusto. Una piattaforma ben progettata può rendere più semplice individuare i servizi disponibili, attivarli e seguirne il percorso. Può anche aiutarci a capire quali bisogni emergono e dove una soluzione va migliorata.

La personalizzazione, però, non coincide con l’accumulo di dati o con un catalogo sempre più ampio. Significa proporre risposte pertinenti alla situazione della persona. Un lavoratore che cerca prevenzione, una famiglia che ha bisogno di assistenza continuativa e un caregiver che deve orientarsi tra servizi diversi hanno esigenze profondamente differenti.

In ONHC stiamo lavorando per integrare servizi digitali per la salute e supporto umano. La tecnologia rende il welfare più accessibile e tempestivo; le competenze delle persone restano essenziali per accompagnare le scelte, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità. È in questa integrazione che l’innovazione produce valore reale.